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Sualzo: perché i fumetti sono una palestra straordinaria per piccoli lettori

 

27 agosto 2026

In breve: Sualzo, illustratore di Gaetano e Zolletta, racconta come nascono i fumetti e perché leggerli fin da piccoli è una straordinaria palestra per imparare a leggere.

 

Come nasce un fumetto? Bisogna saper disegnare benissimo? E perché leggere fumetti può essere così importante per i bambini, anche quando ancora non sanno leggere?

Ne abbiamo parlato nel Family Book Club con Sualzo, nome d’arte di Antonio Vincenti, illustratore e fumettista, conosciuto e amatissimo dai più piccoli soprattutto per le storie di Gaetano e Zolletta, create insieme a Silvia Vecchini.

Un incontro pensato anche – e soprattutto – per i bambini: molte delle domande rivolte a Sualzo, infatti, sono arrivate direttamente da loro.

E naturalmente non potevano che partire da una curiosità fondamentale.

Perché Sualzo si chiama Sualzo?

Antonio Vincenti lo racconta con una spiegazione bellissima: Antonio è quello che paga le bollette e fa le cose noiose; Sualzo è quello che disegna, inventa storie e incontra i bambini.

Il nome nasce dal dialetto del territorio del Lago Trasimeno, dove Sualzo vive. Il “sualzo” è lo svasso maggiore, un uccello acquatico capace di restare a lungo sott’acqua, tanto da aver assunto quasi caratteristiche magiche nei racconti legati al lago.

Una caratteristica che al fumettista piace particolarmente: andare sotto la superficie, guardare un po’ più in profondità rispetto a ciò che si vede a prima vista.

In fondo, non è proprio questo che fanno le storie?

Si può diventare illustratori senza frequentare una scuola d’arte?

Sualzo racconta di non aver studiato disegno o frequentato una scuola d’arte. I suoi maestri sono stati soprattutto i libri e i fumetti che ha amato.

Da bambino osservava e copiava continuamente: dai fumetti del Corriere dei Piccoli ai cartoni animati giapponesi, fino a Tintin, Gaston Lagaffe, Spirou e Fantasio.

Copiando cercava di capire come funzionavano le immagini: la prospettiva, le proporzioni, il modo in cui un personaggio poteva rimanere riconoscibile visto davanti, di lato o in movimento.

E nell’incontro lascia ai bambini un messaggio prezioso: essere autodidatti non significa davvero imparare da soli.

Significa anche imparare osservando ciò che hanno fatto gli altri, provando, sbagliando, rifacendo e continuando a coltivare ciò che ci appassiona.

Gaetano e Zolletta: una storia di padri e bambini

Una delle domande che i bambini fanno più spesso leggendo Gaetano e Zolletta è: “Ma dov’è la mamma di Zolletta?”

Gaetano e Zolletta – Voglio la neve! • Si va a scuola”

Sualzo spiega che, più che raccontare un’assenza materna, lui e Silvia Vecchini hanno scelto di raccontare una presenza paterna.

Gaetano è un papà nella quotidianità: accompagna, si preoccupa, cerca di capire, a volte sbaglia e molto spesso scopre che suo figlio aveva già compreso qualcosa prima di lui.

Gli autori hanno volutamente lasciato aperta la storia della mamma di Zolletta. Non sappiamo dove sia o perché non compaia: ogni bambino può immaginare una propria risposta e, eventualmente, ritrovare nella storia qualcosa della propria esperienza.

E quando chiediamo a Sualzo se si sente più Gaetano o più Zolletta, non ha dubbi: Gaetano.

Proprio perché, come molti adulti, qualche volta arriva alle cose un po’ dopo.

Gaetano vorrebbe fare tutto per Zolletta, ma scopre che spesso basterebbe fermarsi e ascoltare: i bambini hanno già molte più risposte di quanto immaginiamo.

Fumetti per bambini: perché proporli fin da piccoli?

Ed è qui che l’incontro entra in un territorio particolarmente interessante anche per genitori ed educatori.

Perché proporre fumetti a bambini di tre, quattro o cinque anni, anche prima che sappiano leggere autonomamente?

Perché il fumetto non è un “libro più facile”.

È un vero e proprio linguaggio.

Gaetano e Zolletta – Il grande tuffo

Sualzo racconta che Gaetano e Zolletta è stato pensato anche come un primo incontro con questo linguaggio: una sorta di alfabetizzazione al fumetto.

Tra una vignetta e quella successiva c’è uno spazio bianco. E proprio lì avviene qualcosa di straordinario: il lettore deve immaginare ciò che è successo nel frattempo.

Se in una vignetta Gaetano sta allacciando una scarpa e in quella dopo è già in piedi, siamo noi lettori a costruire mentalmente il movimento che manca.

Per Sualzo, quando realizza un fumetto, l’autore costruisce quasi metà della storia. L’altra metà viene creata da chi legge.

Il bambino osserva, mette in relazione, anticipa, ricostruisce, interpreta. Deve continuamente produrre inferenze, cioè ricavare informazioni nuove da ciò che vede.

Altro che lettura “di serie B”.

Il fumetto come palestra per imparare a leggere

Immagini, parole, balloon, successione delle vignette, direzione dello sguardo: nel fumetto tutto deve essere letto contemporaneamente.

Un adulto poco abituato ai fumetti tende spesso prima a leggere tutte le parole e poi a guardare le immagini. Un lettore esperto, invece, riesce a tenere insieme i due codici.

Ed è proprio questa complessità a renderlo, secondo Sualzo, una straordinaria palestra di lettura.

Il bambino impara naturalmente a muoversi da sinistra verso destra, dall’alto verso il basso, a seguire una sequenza, a cogliere gerarchie e collegamenti.

Competenze che ritroverà poi anche quando incontrerà la lettura alfabetica a scuola.

Non a caso Sualzo racconta che, se vent’anni fa entrava nelle classi dicendo timidamente agli insegnanti che “anche il fumetto può essere utile”, oggi la sua posizione è decisamente più convinta: il fumetto a scuola non è soltanto utile. È necessario.

Ma come nasce davvero una pagina a fumetti?

Prima vengono i disegni oppure la storia?

Anche qui la risposta di Sualzo ribalta forse qualche aspettativa: un fumetto non nasce dal saper disegnare bene. Nasce dal voler raccontare bene una storia.

Perfino Gaetano è nato quasi per caso da un disegno ispirato alla forma di una gomma da cancellare. Ma da quell’immagine è stato necessario costruire un personaggio, affiancargli Zolletta e, soprattutto, scrivere.

Perché dietro a poche vignette possono esserci pagine di indicazioni che il lettore non vedrà mai: dove si trovano i personaggi, cosa stanno facendo, cosa c’è sullo sfondo, quale momento deve occupare più spazio e quale invece deve scorrere velocemente.

Ed è proprio da qui che la nostra chiacchierata con Sualzo continua…

Guarda l’incontro completo nel Family Book Club

Nella seconda parte dell’incontro siamo entrati ancora più dentro il laboratorio del fumettista: abbiamo scoperto come si decide il numero e la forma delle vignette, come si dà ritmo a una storia, come funzionano balloon e didascalie e molto altro.

E naturalmente non sono mancate altre domande arrivate direttamente dai bambini.

👉 L’incontro completo con Sualzo è disponibile per gli abbonati al Family Book Club.

Se ami scegliere con consapevolezza i libri da proporre ai tuoi bambini e vuoi entrare dietro le quinte delle storie insieme ad autori, illustratori, editori e professionisti dell’infanzia, entra nel Club e guarda la registrazione completa.

Perché leggere insieme è bellissimo. Ma scoprire come nascono le storie che amiamo può renderlo ancora più speciale.


Abbonati al Family Book Club per accedere all’incontro completo, agli altri appuntamenti, ai percorsi, agli approfondimenti e alle risorse dedicate alle famiglie che vogliono crescere insieme attraverso i libri.

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