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Giralangolo: libri per ragazzi che accendono curiosità, emozioni e pensiero

 

14 settembre 2026

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In breve: Durante l’incontro con Giralangolo abbiamo parlato di albi illustrati, stereotipi di genere, emozioni, lettura ad alta voce e romanzi per ragazzi. Un viaggio dentro un catalogo molto vario, accomunato dalla ricerca di storie capaci di incuriosire, divertire e aprire nuove prospettive.

Giralangolo: una casa editrice guidata dalla curiosità

Giralangolo nasce all’interno di EDT, casa editrice torinese con una lunga storia e un catalogo che spazia dalla musicaalla narrativa di viaggio.

Da quasi vent’anni, Giralangolo porta questa stessa attitudine all’esplorazione nel mondo dell’editoria per bambini e ragazzi.

La parola che forse racconta meglio il suo lavoro è curiosità.

Curiosità verso ciò che viene pubblicato in altri Paesi, verso linguaggi illustrativi differenti, verso storie insolite e verso quei libri capaci di sorprendere anche chi di libri ne vede passare moltissimi.

È così che nel catalogo sono arrivati autori e illustratori molto amati, come Benji Davies, ma anche titoli meno immediati, formati particolari e proposte che scelgono di percorrere strade non sempre scontate.

L’obiettivo non sembra essere semplicemente quello di trovare un “bel libro”, ma qualcosa che possa generare stupore.

Perché un albo illustrato può essere anche una piccola opera d’arte e offrire al bambino l’occasione di incontrare immagini, forme e modi di raccontare diversi da quelli a cui è già abituato.

Sottosopra: raccontare oltre gli stereotipi

Uno dei progetti più rappresentativi di Giralangolo è sicuramente la collana Sottosopra, nata per lavorare sugli stereotipi di genere e provare a ribaltarli, metterli in discussione e mostrarne le molte alternative possibili.

Un lavoro che parte proprio dai bambini più piccoli, nel momento in cui il loro immaginario è ancora in costruzione.

Durante l’incontro abbiamo sfogliato, per esempio, Vietato piangere.

Il protagonista è un bambino che deve affrontare il primo giorno in una nuova scuola. Ha paura e il padre lo invita a essere forte, ricordandogli che “gli uomini non piangono”.

Ma la storia porta progressivamente il lettore altrove.

Perché anche quel papà prova paura, preoccupazione ed emozione. E perché piangere non significa essere deboli.

Parlare di stereotipi non significa infatti soltanto raccontare bambine forti e indipendenti. Significa anche offrire ai bambini maschi uno spazio più ampio nel quale poter riconoscere ed esprimere le proprie emozioni.

La letteratura può diventare uno strumento prezioso proprio perché non ha bisogno di fare una lezione: può semplicemente mettere una storia nelle mani di un bambino e di un adulto e lasciare che siano le immagini e le parole ad aprire una conversazione.

Quando i ruoli cambiano, senza bisogno di spiegarlo

Lo stesso accade ne Il trattore della nonna.

Qui i ruoli tradizionalmente attribuiti al maschile e al femminile vengono semplicemente scambiati: la nonna guida il trattore e lavora all’aperto, mentre il nonno si occupa della casa e della cucina.

Nessuno sottolinea quanto sia strano.

Nessuno deve spiegare al lettore che “anche le donne possono farlo” o che “anche gli uomini possono occuparsi della casa”.

Semplicemente, quella famiglia funziona così.

Ed è forse proprio questa normalità a rendere il messaggio più efficace.

Tra i titoli citati c’è anche Abbassa la cresta, in cui una gallina non chiede di essere celebrata o messa su un piedistallo: vuole semplicemente avere nel pollaio le stesse opportunità del gallo.

Storie divertenti e apparentemente leggere che, pagina dopo pagina, contribuiscono ad ampliare l’immaginario dei bambini.

Libri che fanno ridere, contare e osservare

Ma Giralangolo non è soltanto libri che affrontano temi importanti.

Una caratteristica che emerge con forza dal catalogo è anche il divertimento.

Durante la diretta abbiamo parlato, per esempio, di Una storia troppo corta, un albo popolato da un numero crescente di porcellini destinati a incontrare un lupo decisamente affamato.

Dietro una storia giocosa si nasconde anche un curioso retroscena editoriale.

Quando alcune pagine del libro sono state mostrate ai bambini, qualcuno si è messo davvero a contare i porcellini raffigurati, accorgendosi che il numero non corrispondeva perfettamente a quello indicato nel testo.

Un dettaglio che racconta benissimo quanto lo sguardo dei bambini sia preciso, attento e difficilissimo da ingannare.

Per Giralangolo il confronto con i piccoli lettori è infatti una parte importante del lavoro: bambini e ragazzi diventano osservatori, critici e, in qualche modo, collaboratori involontari del processo editoriale.

Libri da leggere, ma anche da esplorare

Nel catalogo trovano spazio anche libri dalla struttura insolita, con pagine da combinare, alette, spirali e meccanismi cartotecnici.

Sono libri che invitano il bambino a giocare con il libro, ma non soltanto in senso meccanico.

Il gioco continua nelle parole, nelle immagini e nei significati.

L’idea è che il primo incontro con la lettura possa passare anche attraverso il puro divertimento, senza necessariamente seguire sempre forme standardizzate.

Lo dimostrano titoli come Operazione buonanotte, una storia piena di ritmo, nonsense e ironia intorno a uno dei momenti più riconoscibili della vita familiare: mettere a letto i bambini.

Una lettura che può divertire anche i più grandi, perché alcuni albi illustrati non hanno affatto una data di scadenza a sei anni.

Un filo che unisce genitori e figli

Tra i libri mostrati durante l’incontro ce n’è poi uno capace di cambiare completamente registro: Fili.

Al centro c’è il rapporto tra una madre e una figlia, rappresentato attraverso l’immagine di un filo che le accompagna nel tempo.

Un filo che a volte tiene vicini, a volte si allunga.

Perché crescere significa anche imparare progressivamente a lasciare spazio, fidarsi e permettere a un figlio di andare più lontano, continuando però a esserci.

Un’immagine semplice che permette di parlare del legame tra genitori e figli senza ridurlo necessariamente alla maternità biologica e senza trasformare il libro in una spiegazione.

Ed è proprio questo uno degli obiettivi che emerge dall’incontro con Giralangolo: raccontare, più che insegnare.

Continuare a leggere insieme, anche quando sanno leggere da soli

Uno dei passaggi più interessanti dell’incontro nasce poi da una domanda: quanto conta il confronto con bambini e ragazzi?

Moltissimo.

Incontri nelle scuole, festival e occasioni di dialogo permettono a chi lavora nell’editoria per ragazzi di capire che cosa accade davvero quando un libro lascia la scrivania dell’editore e arriva nelle mani di un lettore.

E da qui la conversazione si sposta su un tema particolarmente caro anche al Family Book Club: il passaggio dalla lettura condivisa alla lettura autonoma.

Quando un bambino impara a leggere da solo può nascere spontanea la tentazione di smettere di leggergli ad alta voce.

Ma le due esperienze non si escludono.

Un bambino può allenarsi nella lettura autonoma e, contemporaneamente, continuare ad ascoltare un adulto che legge.

Perché leggere insieme non serve soltanto a decifrare le parole.

È relazione. È associare una storia a una voce. È fermarsi su un passaggio, parlarne, chiedersi cosa ne pensa l’altro.

Imparare a leggere non significa dover essere lasciati soli con i libri.

Il libro giusto per il lettore giusto

Questo diventa ancora più importante quando incontriamo ragazzi poco appassionati alla lettura.

Non sempre serve eliminare ogni difficoltà o scegliere automaticamente il libro più corto.

A volte serve qualcuno che sappia dire: “Fidati, questa storia potrebbe piacerti”.

Giralangolo porta avanti questa idea anche nella collana di romanzi Dinamo: storie pensate per accendere qualcosa nel lettore.

Romanzi veri, con una lingua curata, personaggi complessi, emozioni forti e qualche ostacolo da superare.

Perché rendere accessibile una storia non deve necessariamente significare impoverirla.

Tra i titoli più amati c’è la storia di Coyote, una ragazza che viaggia attraverso gli Stati Uniti insieme al padre su uno scuolabus trasformato in casa, incontrando lungo il cammino persone, animali, amicizie e un passato con cui fare i conti.

Una storia capace di tenere insieme leggerezza, viaggio e temi profondi e che, proprio per questo, ha conquistato moltissimi giovani lettori.


L’incontro continua nel Family Book Club

Questa è soltanto una parte della nostra lunga chiacchierata con Francesca Fimiani di Giralangolo.

Durante l’incontro completo abbiamo continuato a sfogliare libri, parlare di romanzi, scelte editoriali, fasce d’età, lettori e nuove proposte, entrando ancora più a fondo nel catalogo della casa editrice.

📚 Gli iscritti al Family Book Club possono guardare la registrazione completa dell’incontro all’interno del portale.

Se invece non fai ancora parte del Club, puoi abbonarti al Family Book Club per accedere a questo incontro e a tanti altri appuntamenti con case editrici, autori, illustratori e professionisti dell’infanzia, oltre ai contenuti e ai percorsi dedicati alla lettura in famiglia.

Perché conoscere chi c’è dietro un libro ci aiuta anche a scegliere meglio le storie da mettere nelle mani dei nostri bambini.

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