Adozione alternativa al libro di testo: il metodo MCE che trasforma la classe in una comunità di ricerca
14 agosto 2026
È possibile fare scuola senza affidare l’intero percorso didattico a un unico libro di testo?
La risposta è sì. Nella scuola italiana esiste infatti la possibilità di scegliere l’adozione alternativa al libro di testo, utilizzando le risorse disponibili per costruire una biblioteca di classe composta da albi illustrati, testi di divulgazione, narrativa, poesia, opere artistiche e altri strumenti didattici.
Non significa eliminare i libri dalla scuola. Al contrario: significa farne entrare molti di più.
Ne abbiamo parlato nel Family Book Club con Sara Riva, insegnante della scuola pubblica da trent’anni e rappresentante territoriale del Movimento di Cooperazione Educativa per Lecco e Monza. Attraverso la sua esperienza abbiamo scoperto una scuola nella quale bambine e bambini non ricevono soltanto conoscenze già organizzate, ma imparano a fare domande, cercare risposte, confrontare fonti e costruire insieme il proprio sapere.
«A scuola i bambini producono cultura.»
Che cos’è l’adozione alternativa al libro di testo
L’adozione alternativa è la possibilità, prevista dalla normativa scolastica, di scegliere strumenti didattici alternativi o integrativi al tradizionale manuale.
Il Collegio dei docenti può deliberare questa scelta, purché sia adeguatamente motivata, coerente con il Piano triennaledell’offerta formativa, con l’ordinamento scolastico e con i limiti di spesa previsti. Anche le indicazioni ministeriali per l’anno scolastico 2026/2027 confermano espressamente la possibilità di adottare libri di testo oppure strumenti alternativi e integrativi.
Nella scuola primaria, le somme normalmente destinate ai libri di testo possono così essere impiegate per acquistare una pluralità di libri e materiali destinati alla classe.
Il risultato non è un insieme occasionale di volumi, ma una vera biblioteca di lavoro, che cresce negli anni e diventa il centro dell’esperienza scolastica.
Non una scuola senza libri, ma una scuola con molti libri
Quando si parla di adozione alternativa, può nascere un equivoco: pensare a una scuola nella quale i bambini non abbiano testi su cui leggere, studiare e approfondire.
Accade esattamente il contrario.
Al posto di un unico manuale, uguale per tutti e già organizzato secondo un percorso prestabilito, la classe può avere a disposizione:
- albi illustrati;
- libri di divulgazione scientifica;
- narrativa e poesia;
- atlanti, mappe e repertori;
- libri fotografici e opere d’arte;
- testi appartenenti a generi e livelli di difficoltà differenti;
- materiali audiovisivi e strumenti digitali.
Il Movimento di Cooperazione Educativa propone un ambiente nel quale bambini e ragazzi siano ricercatori attivi. L’insegnante interpreta i bisogni di apprendimento, raccoglie gli interessi della classe e accompagna lo sviluppo dei percorsi attraverso una pluralità di fonti e linguaggi.
La biblioteca non è quindi uno spazio da utilizzare soltanto durante l’ora di italiano. Può diventare il punto di partenza per esplorare la matematica, la storia, le scienze, la geografia, l’arte e la lingua.
Un libro sul mare, per esempio, può condurre a osservare gli animali marini, misurare le profondità, studiare le rotte, ascoltare poesie, analizzare mappe, conoscere mestieri e raccogliere domande sull’ambiente.
Il sapere torna così a essere unitario, proprio come lo percepiscono naturalmente i bambini.
Dal programma prestabilito alla progettazione didattica
Uno dei passaggi più interessanti raccontati da Sara Riva riguarda la differenza tra programmazione rigida e progettazione.
«Non esiste una programmazione. Esiste una progettazione.»
Questo non significa procedere senza obiettivi o improvvisare le attività. Gli insegnanti continuano ad avere ben presenti competenze, traguardi e obiettivi di apprendimento.
A cambiare è il percorso scelto per raggiungerli.
Il lavoro può iniziare da una domanda, da un oggetto portato in classe, da un’esperienza, da un’uscita sul territorio oppure da un interesse emerso nel gruppo. Le domande vengono raccolte, ordinate e selezionate insieme. Da quel momento comincia la ricerca.
I bambini consultano libri differenti, osservano, sperimentano, intervistano persone, visitano luoghi e confrontano le informazioni. Alla fine possono riorganizzare ciò che hanno scoperto attraverso un libro costruito dalla classe, una mostra, un podcast, uno spettacolo, una mappa o una presentazione destinata alle famiglie e agli altri alunni.
Non si limitano a memorizzare un contenuto già riassunto: imparano come si costruisce una conoscenza.
La biblioteca di classe come ambiente di apprendimento
Con l’adozione alternativa, i libri acquistati non si esauriscono alla fine dell’anno scolastico. Restano nella scuola e arricchiscono progressivamente il patrimonio della classe.
Ogni nuova adozione permette di ampliare la biblioteca, integrandola con testi legati agli interessi, alle ricerche e alle necessità degli alunni.
Il vademecum del gruppo RicercAdozione del MCE descrive il percorso istituzionale e, per la scuola primaria, il meccanismo attraverso il quale le somme previste per ciascun bambino possono confluire in una cedola cumulativa destinata all’acquisto di libri per la classe.
La presenza quotidiana dei libri modifica anche l’ambiente.
I volumi non sono chiusi in un armadio e utilizzati soltanto quando lo stabilisce l’adulto. Sono accessibili, visibili e continuamente frequentati. Durante i momenti liberi, un bambino può prendere un libro e attirare spontaneamente altri compagni. Nascono così piccoli gruppi di lettura, conversazioni, scambi e nuove curiosità.
La classe diventa una vera comunità di lettori, scrittori e ricercatori.
Bambini protagonisti e apprendimento cooperativo
Il metodo MCE affonda le proprie radici nella pedagogia di Célestin ed Élise Freinet e nell’esperienza di maestri italiani come Mario Lodi e Bruno Ciari. Il Movimento di Cooperazione Educativa è nato nel secondo dopoguerra con l’obiettivo di costruire una scuola democratica, capace di mettere al centro i soggetti e la cooperazione.
Il bambino è protagonista, ma non viene lasciato solo.
L’apprendimento avviene all’interno di un gruppo. Si impara a proporre un argomento, ascoltare le idee degli altri, scegliere insieme, dividersi i compiti e rinunciare talvolta alla propria preferenza per arrivare a una decisione comune.
Anche l’acquisto dei libri può diventare parte del percorso educativo. Nel racconto di Sara Riva, una quota del credito viene conservata per permettere ai bambini di recarsi in libreria, osservare le proposte, presentare i libri ai compagni e decidere insieme quali acquistare.
In questo processo entrano in gioco lettura, argomentazione, capacità di scelta, educazione economica, responsabilità e partecipazione democratica.
Una didattica capace di accogliere diversi modi di imparare
Non tutti i bambini apprendono nello stesso modo.
Alcuni si orientano facilmente in una pagina scritta e organizzata; altri hanno bisogno di movimento, immagini, esperienze concrete, confronto orale, manipolazione o lavoro condiviso.
Una pluralità di libri e strumenti permette di offrire più vie di accesso alla conoscenza. La ricerca può coinvolgere il corpo, l’esplorazione del territorio, l’arte, la voce, la scrittura, la fotografia e il digitale.
Questo non significa che ogni bambino svolga un percorso completamente separato dagli altri. La classe mantiene obiettivi e direzioni comuni, ma può accogliere interessi, linguaggi e competenze differenti.
L’insegnante osserva i processi, documenta il lavoro, accompagna chi incontra una difficoltà e crea occasioni nelle quali ciascuno possa portare un contributo significativo.
Qual è il ruolo dell’insegnante?
Nell’adozione alternativa il ruolo del docente non diventa meno importante. Diventa più progettuale.
L’insegnante:
- conosce gli obiettivi da raggiungere;
- prepara ambienti e possibilità di ricerca;
- seleziona libri autorevoli e di qualità;
- raccoglie le domande della classe;
- accompagna i gruppi;
- aiuta a verificare le fonti;
- documenta e valuta i processi;
- organizza momenti di confronto e sistematizzazione.
È una scelta che offre grande libertà, ma richiede anche responsabilità, formazione e collaborazione tra colleghi.
Non è necessario, però, affrontarla da soli. Il gruppo nazionale RicercAdozione del Movimento di Cooperazione Educativa mette a disposizione documenti, riferimenti legislativi e forme di supporto per gli insegnanti interessati ad approfondire questa pratica.
Come si sceglie l’adozione alternativa
La decisione non viene presa dalle singole famiglie e non può essere introdotta dopo l’inizio dell’anno scolastico.
La proposta parte dagli insegnanti ed entra nel normale iter previsto per le adozioni:
- il team docente elabora la proposta e la relativa motivazione;
- la scelta viene presentata nel Consiglio di interclasse;
- il Collegio dei docenti approva l’adozione con una delibera formale;
- la scuola comunica l’utilizzo degli strumenti alternativi attraverso le procedure previste;
- le risorse vengono utilizzate per acquistare libri e materiali coerenti con il progetto.
Le scadenze e le modalità operative devono essere verificate ogni anno attraverso la circolare ministeriale. Il vademecum MCE colloca normalmente i passaggi principali tra i mesi di marzo e maggio.
Per questa ragione, gli insegnanti interessati dovrebbero iniziare a informarsi e confrontarsi con il proprio team con diversi mesi di anticipo.
Il ruolo delle famiglie
La decisione didattica compete agli insegnanti e agli organi collegiali, ma il coinvolgimento delle famiglie rimane fondamentale.
I genitori possono informarsi durante gli open day, chiedere quali strumenti vengano utilizzati, conoscere l’organizzazione della biblioteca e comprendere come vengano documentati gli apprendimenti.
Quando l’adozione alternativa viene scelta, è importante costruire gradualmente un’alleanza tra scuola e famiglia.I genitori devono sapere che l’assenza del manuale tradizionale non corrisponde all’assenza di studio, ma a un modo differente di imparare.
I libri della biblioteca possono inoltre essere presi in prestito, portati a casa e condivisi. In questo modo la scuola offre occasioni di lettura anche ai bambini che dispongono di pochi libri nell’ambiente familiare.
I vantaggi dell’adozione alternativa al libro di testo
Scegliere l’adozione alternativa può permettere di:
- costruire un patrimonio librario che rimane alla scuola;
- proporre testi di qualità, aggiornati e adatti alla classe;
- valorizzare la curiosità dei bambini;
- sviluppare pensiero critico e capacità di ricerca;
- collegare tra loro le diverse discipline;
- promuovere lettura, scrittura e comunicazione;
- sostenere la cooperazione e la partecipazione;
- accogliere differenti linguaggi e modalità di apprendimento;
- trasformare gli alunni da fruitori a produttori di conoscenza.
Non è una soluzione automatica e non garantisce da sola una buona didattica. Richiede intenzionalità, confronto e disponibilità a rimettere in discussione alcune abitudini.
Ma può aprire la strada a una scuola più viva, partecipata e vicina al modo in cui i bambini scoprono il mondo.
Una possibilità da conoscere
L’adozione alternativa non deve essere interpretata come una battaglia contro ogni libro di testo.
È prima di tutto una possibilità da conoscere e valutare: una scelta che permette agli insegnanti di costruire strumenti più vicini alla propria classe e ai bambini che hanno davanti.
Come emerge dall’incontro con Sara Riva, il punto di partenza può essere molto semplice: ascoltare una domanda, aprire un libro e cominciare a cercare insieme.
Da quel momento la classe non è più soltanto il luogo nel quale vengono trasmesse delle risposte.
Diventa il luogo nel quale si impara a formularle.