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Topipittori: perché i bambini meritano libri belli, coraggiosi e mai banali
17 ottobre 2026
E se fossero gli adulti ad avere paura dei libri difficili?
Ci sono libri che conquistano al primo sguardo mentre altri ci chiedono di fermarci, osservare, tornare indietro, guardare meglio. Spesso sono libri con illustrazioni insolite, storie che non spiegano tutto, immagini che sembrano più vicine a un’opera d’arte che al tradizionale libro per bambini.
Davanti a questi libri, a volte, sono proprio gli adulti a esitare.
Ma sarà adatto a un bambino? Non sarà troppo complicato? Lo capirà?
È una domanda che Giovanna Zoboli, fondatrice insieme a Paolo Canton della casa editrice Topipittori, si è sentita rivolgere molte volte.
Eppure, dietro ogni scelta editoriale di Topipittori c’è un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: avere fiducia nell’intelligenza dei bambini.
Perché i bambini non hanno necessariamente bisogno di immagini semplificate, storie prevedibili o parole che spieghino ogni cosa. Hanno bisogno di libri capaci di nutrire la loro curiosità, di sorprenderli, di offrire loro qualcosa da scoprire. Ed è proprio da qui che parte il nostro viaggio nel mondo di Topipittori.
Come nasce Topipittori: il desiderio di fare libri belli
La storia di Topipittori comincia a Milano, nel 2004.
Giovanna Zoboli e Paolo Canton lavoravano già da anni nel mondo dell’editoria e della comunicazione. Condividevano una passione profonda per le parole, le immagini e i libri, ma soprattutto un desiderio: realizzare i libri che avrebbero voluto trovare sugli scaffali delle librerie italiane.
Durante le visite alla Bologna Children’s Book Fair osservavano le pubblicazioni di editori francesi, inglesi e americani. Libri illustrati sorprendenti per qualità artistica, originalità e libertà espressiva.
Perché non provare a realizzare qualcosa di simile anche in Italia?
Topipittori nasce così, con appena quattro o sei titoli all’anno e il desiderio di esplorare le possibilità dell’albo illustrato.
Il momento era particolarmente significativo. Dopo la grande stagione di innovazione rappresentata da esperienze editoriali come Emme Edizioni, il libro illustrato italiano aveva attraversato anni più difficili. Nei primi anni 2000, però, qualcosa cominciava a cambiare.
Nuove case editrici sceglievano di sperimentare, di investire nella qualità e di proporre ai bambini libri diversi da quelli che dominavano il mercato. Il pubblico rispose con entusiasmo.
Genitori, insegnanti e librai dimostrarono che esisteva un desiderio autentico di incontrare storie nuove, immagini ricercate e proposte editoriali capaci di andare oltre le convenzioni.
Oggi il catalogo Topipittori comprende albi illustrati, narrativa, fumetti, libri di divulgazione, saggi e opere dedicate anche agli adulti. Ma il principio che guida le scelte della casa editrice è rimasto lo stesso: cercare la bellezza senza rinunciare alla complessità.
I bambini capiscono le immagini molto meglio di quanto pensiamo
Quando Topipittori cominciò a pubblicare i suoi primi libri, una delle critiche più frequenti era che fossero troppo difficili. Qualcuno li considerava addirittura libri per adulti.
Le illustrazioni erano diverse da quelle a cui il pubblico era abituato. Le storie non erano necessariamente lineari, i testi non erano mai didascalici e le immagini richiedevano uno sguardo attento.
Ma era davvero un limite per i bambini?
Giovanna Zoboli racconta che spesso il problema non era la capacità di comprensione dei piccoli lettori, quanto piuttosto le aspettative degli adulti.
Siamo abituati a immaginare che i bambini preferiscano figure semplici, colori rassicuranti e personaggi facilmente riconoscibili. Eppure, osservandoli mentre sfogliano un albo illustrato, scopriamo qualcosa di diverso.
I bambini si soffermano sui particolari, riconoscono dettagli che a noi sfuggono, tornano più volte sulla stessa pagina e costruiscono collegamenti sorprendenti. Sono lettori di immagini attentissimi.
È anche per questo che nel catalogo Topipittori trovano spazio autrici come Beatrice Alemagna, che con Che cos’è un bambino? e I cinque malfatti ha raggiunto lettori di moltissimi Paesi.
Libri originali, capaci di parlare dell’infanzia senza semplificarla e senza sottovalutarne la sensibilità.
Forse, allora, la domanda da farci non è se un bambino sia abbastanza grande per un certo libro. Forse dovremmo chiederci se noi adulti siamo pronti a lasciarlo esplorare immagini, significati e storie che non abbiamo immediatamente compreso.
Educare lo sguardo: perché scegliere buoni libri è importante
Pubblicare libri diversi, tuttavia, non basta. Bisogna anche raccontare perché si è scelto di farli in quel modo.
Giovanna Zoboli spiega come Topipittori abbia sempre considerato fondamentale il dialogo con gli adulti che accompagnano i bambini nella lettura: genitori, insegnanti, educatori, bibliotecari e librai.
Da questo desiderio di confronto sono nati progetti di approfondimento, la collana I Topi saggi e un blog che rappresenta molto più di uno spazio dedicato alle novità editoriali.
Un luogo dove autori, insegnanti, librai e professionisti condividono esperienze, riflessioni e punti di vista sul mondo dell’infanzia.
Perché scegliere un buon libro significa anche imparare a guardarlo.
Significa riconoscere il valore delle illustrazioni, comprendere il rapporto tra parole e immagini, accogliere storie che non hanno necessariamente un insegnamento esplicito.
Ma significa soprattutto riscoprire il piacere della lettura condivisa.
Durante la conversazione, Daniela ricorda quanto questo percorso sia importante anche per le famiglie del Family Book Club.
Molti genitori, da piccoli, non hanno avuto la possibilità di conoscere la ricchezza degli albi illustrati contemporanei. Oggi desiderano offrire ai propri figli qualcosa che loro stessi stanno scoprendo per la prima volta.
E così la lettura diventa un’esperienza di crescita reciproca.
Non leggiamo insieme necessariamente per insegnare qualcosa, per migliorare una competenza o per raggiungere un obiettivo.
Leggiamo perché è bello stare insieme intorno a una storia.
E proprio mentre condividiamo quel piacere, succedono moltissime altre cose.
Dai primi cartonati agli albi fotografici: la bellezza non ha età
Una delle caratteristiche più affascinanti del catalogo Topipittori è l’attenzione riservata anche ai lettori piccolissimi. Si potrebbe pensare che un libro destinato a un bambino di pochi mesi debba essere necessariamente semplice, quasi elementare.
Durante l’incontro si parla, per esempio, dei libri fotografici di Momo, nei quali i bambini sono invitati a cercare un cane e tanti oggetti nascosti nelle immagini.
Un gioco apparentemente immediato, che può trasformarsi in un’esperienza ricchissima.
Si osserva, si cerca, si nomina, si riconosce, si torna a guardare. E soprattutto ci si diverte.
Daniela racconta come questi libri siano apprezzati non soltanto dai bambini molto piccoli, ma anche da quelli più grandi, che continuano a divertirsi nella ricerca dei dettagli.
La cura delle fotografie, della composizione e dei colori non è un elemento secondario: è parte integrante dell’esperienza di lettura.
Anche nei libri destinati alla primissima infanzia, la bellezza conta. E conta moltissimo.
Quando una fotografia diventa una storia
Un altro esempio di questa ricerca artistica arriva dai libri di Paolo Ventura, fotografo e artista che mescola fotografia, pittura e illustrazione.
Nei suoi libri gli animali diventano protagonisti di piccole avventure ambientate in città: una lucciola a Milano, un delfino a Venezia, un merlo a Parigi, un topo a New York.
Le immagini raccontano paesaggi, atmosfere e dettagli urbani, mentre le parole accompagnano il lettore lungo la storia.
Non sono guide turistiche, eppure permettono di conoscere luoghi e città. Non sono semplici raccolte fotografiche, perché ogni immagine contribuisce alla narrazione.
E soprattutto mostrano quanto possa essere straordinario il dialogo tra parole e figure.
In un buon albo illustrato, infatti, il testo non si limita a spiegare ciò che vediamo. Le parole raccontano qualcosa, le immagini aggiungono altro.
È in quello spazio tra le due che il lettore può entrare, osservare, immaginare e costruire la propria esperienza.
Imparare a guardare la natura, prima ancora di studiarla
C’è poi un altro grande amore che attraversa il catalogo Topipittori: la natura.
Un interesse che Giovanna Zoboli e Paolo Canton coltivano fin dall’infanzia e che ha trovato espressione nella collana PiNO – Piccoli Naturalisti Osservatori.
Sono libri di divulgazione scientifica, ma molto diversi dall’idea tradizionale di enciclopedia per bambini. Qui la conoscenza nasce dall’osservazione, dalla curiosità, dalla meraviglia.
Un esempio è Rimanere sul sentiero, di Elisabetta Mitrovic ed Elisabetta Tozoni, che accompagna il lettore in una vera e propria escursione in montagna.
Si parte dal basso, si attraversano ambienti differenti e si sale verso le vette, incontrando piante, animali ed ecosistemi.
Le fotografie dialogano con i disegni naturalistici, gli appunti scritti a mano convivono con testi più approfonditi. Ogni pagina può essere esplorata a diversi livelli.
Un bambino può fermarsi sulle illustrazioni, un altro può incuriosirsi davanti a un particolare, un ragazzo più grande può approfondire le spiegazioni scientifiche.
Ma la cosa forse più bella è che questi libri ci invitano a osservare la natura che abbiamo vicino. Non necessariamente animali esotici o paesaggi lontanissimi.
Anche un fungo incontrato durante una passeggiata, un insetto nel giardino di casa o una pianta sul bordo di un sentiero possono diventare l’inizio di una scoperta.
Perché prima di imparare i nomi delle cose, dobbiamo imparare ad accorgerci che esistono.
Ed è qui che la divulgazione scientifica incontra la poesia.
Un buon libro sulla natura non ci offre soltanto informazioni. Ci aiuta a sviluppare uno sguardo più attento verso ciò che ci circonda.
E forse è proprio da questa attenzione che può nascere anche il desiderio di conoscere, rispettare e proteggere il mondo naturale.
Dietro ogni libro c’è una storia. E dietro ogni storia, uno sguardo sull’infanzia.
Quello che emerge dalle parole di Giovanna Zoboli è che fare libri per bambini non significa semplicemente inventare belle storie.
Significa interrogarsi continuamente su chi siano i bambini, su come osservino il mondo e su quali esperienze possiamo offrire loro attraverso la lettura.
Significa avere il coraggio di proporre qualcosa di inatteso, senza preoccuparsi sempre di renderlo immediatamente facile.
E significa riconoscere che la bellezza, l’arte e la conoscenza non sono privilegi riservati agli adulti.
Sono esperienze alle quali anche i bambini hanno diritto, fin dai primi mesi di vita.
Ma il viaggio nel mondo Topipittori non finisce qui.
Durante la seconda parte dell’incontro, Giovanna Zoboli ci accompagna dietro le quinte di alcuni libri amatissimi, raccontandoci da quali esperienze e intuizioni sono nati.
Scopriremo, per esempio, cosa si nasconde dietro Anselmo va a scuola, una storia che parla della paura delle novità e del coraggio di affrontarle, e come ha preso forma Professione coccodrillo, un silent book sorprendente, nato da un’immagine e costruito attraverso il dialogo tra scrittura e illustrazione.
E non mancheranno altre riflessioni sul valore degli albi illustrati, sul rapporto tra autori e illustratori e su ciò che rende un libro davvero capace di lasciare il segno.
Vuoi scoprire il resto?
Ti invitiamo a guardare il video integrale dell’incontro con Giovanna Zoboli nel Family Book Club.
Un’occasione per conoscere più da vicino il lavoro di Topipittori, scoprire le storie nascoste dietro i suoi libri e tornare a guardare la letteratura per l’infanzia con occhi nuovi.
Perché, a volte, per scegliere libri migliori per i nostri bambini, dobbiamo semplicemente imparare a guardarli come fanno loro.
Abbonati per uardare il video dell’incontro nel Family Book Club.